L’era del cinghiale bianco
Nono album della immensa discografia di Franco Battiato. L’era del cinghiale bianco, edito dalla EMI il 10 settembre 1979, segna la svolta pop del musicista siciliano. La registrazione del disco iniziò nel corso del 1979 e la prima versione acustica non soddisfò pienamente la EMI.
Si decise quindi di continuare una seconda registrazione negli studi di Alberto Radius (che firma le chitarre del disco) con la registrazione e il mixaggio a cura di Enzo Denna. Nel disco compaiono le collaborazioni di Tullio De Piscopo alla batteria e Julius Farmer al basso. Completa la formazione Giusto Pio al violino, Roberto Colombo e Antonio Ballista alle tastiere. Il brano Luna indiana viene eseguito dal duo pianistico formato da Danilo Lorenzini e Michele Fedrigotti.
Il disco ebbe un buon riscontro con 150mila copie vendute, anche se non entrò nelle classifiche dell’epoca. Nonostante ciò, la title track è considerata tra i brani più celebri. Il brano verrà riproposto nell’album Nomadas del 1987 con il titolo La era del jabalì blanco.
Strade dell’est ha degli echi del suo periodo sperimentale ed è dominata da un lungo solo di chitarra. Il re del mondo verrà riproposta in una nuova versione anche nell’album Mondi Lontanissimi. Il brano Pasqua etiope è una preghiera latina, mentre Stranizza d’amuri è in lingua siciliana.
Il brano strumentale Luna indiana verrà cantato da Alice nel suo album Gioielli rubati, dove compare anche una sua versione de Il re del mondo.
Nel 2019, in occasione del 40mo anniversario, viene ristampato e vengono inserite anche delle bonus track e tre versioni preliminari de Le strade dell’est, Il re del mondo e Stranizza d’amuri. Inoltre fu rivisitata anche la copertina da Francesco Messina, con l’aggiunta di una foto di Battiato al centro, rendendola simile al 45 giri L’era del cinghiale bianco/Luna indiana.