Cercando gli angoli della tranquillità
Questa foto ha un’aura stupenda.
Siamo noi a qualche istante dall’inizio dello spettacolo. In questa foto c’è un mix tra la voglia di entrare subito in scena e la tensione tipica prima di mettere mano sullo strumento.
C’è armonia, c’è amicizia, c’è un cielo straordinario con un panorama pazzesco. C’è tanto vento anche se non si vede. C’è un telo di proiezione che ha retto stoicamente alle fresche folate di tramontana estiva.
C’è Cristiano con l’acqua, Stefano che scalda la voce con una birra e impalla involontariamente Daniel accanto a Giacomo che freme per iniziare. C’è la mia calma apparente con le mani in tasca, un capello tirato indietro dal vento e qualche chilo di troppo (sono quello vestito di nero, speravo sfinasse).
Ma qui manca chi ha immortalato magnificamente questo momento, ovvero Luca. L’unico che si prende la scena solo al termine di tutto lo spettacolo, ma è il primo a farsi vedere, lì dietro i due schermi per la proiezione, con le mani sul mixer e occhi e orecchie proiettati su di noi, affinché lo spettacolo si svolga tutto nel modo migliore possibile.
E forse la magia di questa foto è proprio questa: racconta tutti noi, compreso chi non si vede ma rende possibile ogni singola nota.