I tifosi della Roma citano Franco Battiato
Gli sfottò sono una delle cose più belle del calcio. L’ironia a volte riesce a sfociare anche nella cultura musicale. Prima del derby tra Roma – Lazio, alcuni tifosi della Roma hanno esposto uno striscione, riportando una frase di Franco Battiato.
“Lotito non si stanca…sul ponte sventola bandiera bianca!”.
Franco Battiato e il calcio

Franco Battiato (il secondo da sinistra in piedi)
Foto: Giannela Channel
La vita di Franco Battiato è stata piuttosto riservata, ma non è un segreto che una delle più grandi passioni del Maestro era proprio il calcio. Tra il 1950 e 1960, si distinse nel Riposto, squadra dilettantistica della sua città natale, dapprima come centrocampista, poi come libero, diventando uno dei primi siciliani ad occupare quel ruolo nell’epoca. E quel naso così pronunciato è proprio colpa di un infortunio nel rettangolo di gioco.
Un giorno, durante una partita, sbattei contro un palo della porta. Restai svenuto a lungo. Quando tornai in me, il naso era lievitato. Mio fratello suggerì: «Vai a casa e fila a dormire senza farti vedere». Il mattino dopo la nonna venne a svegliarmi e alla vista della mia faccia cominciò a urlare. Quella era una Sicilia distratta, accadevano cose tribali. Mia madre si preoccupò, ma attese una settimana prima di portarmi dal dottore. Che poi spiegò: «Se l’avessi visto subito, gli avrei ridotto la frattura, ma adesso non posso più fare niente».
Un autogol meraviglioso
Il fatto di aver arretrato il suo raggio d’azione in campo fa presuppore che non aveva i piedi educatissimi. Evidentemente era più efficace lontano dalla porta avversaria. Ma a volte può succedere di essere pericolosi e letali anche nella propria area!
Ma poi mi ritrovai ad agire come libero. Un ruolo nuovo, per l’epoca: credo di essere stato uno dei primi liberi siciliani. In senso temporale, intendo. La mia squadra era il Riposto, espressione del mio paese natale, tra Catania e Taormina. Arrivammo in Promozione, però poi la società rinunciò per motivi economici. Quell’anno tutti parlavano del centravanti della Massiminiana di Catania. Dicevano: «Farà grandi cose». Si chiamava Pietro Anastasi. Una domenica ad Acireale, nell’ultima partita di campionato, eravamo primi in classifica senza la macchia di una sconfitta. Inchiodammo gli avversari nella loro area, ma non c’era verso di segnare: pali, traverse, deviazioni. Io passai il tempo a grattarmi le caviglie sulla linea di centrocampo. All’ultimo minuto l’ala destra dell’Acireale partì in contropiede ed effettuò un cross per l’ala sinistra. Io intercettai maldestramente il passaggio e spedii la palla all’incrocio: un autogol meraviglioso. Ricordo anche un attaccante del Taormina specialista nel fare gol dalla bandierina del corner: era davvero impressionante, quel colpo gli riusciva più o meno una volta a partita!
La Nazionale Cantanti
Negli anni ’80 Franco Battiato tornerà a calcare i campi da calcio stavolta per beneficenza, vestendo la prestigiosa maglia della Nazionale Cantanti. Il 6 giugno 1985 fu l’ultima volta che scese in campo, contro una selezione della Lega Femminile, con il faticoso compito di marcare l’indomita ala sinistra Rose Reilly.
Già nella prima azione quella mi è scappata via ed è duro accettare di essere superati da una donna, anche a quarant’anni. Così, per inseguirla, ho fatto uno sforzo in più, ma ho subito visto lo stadio girarmi intorno e così ho deciso di rientrare negli spogliatoi. Non giocavo da 22 anni e quel giorno ho rischiato l’infarto. Sono uscito in barella, che figuraccia!